Fotografia del 1849 su carta salata: una sentinella francese su un terreno sconvolto, con sullo sfondo le rovine del Vascello e dei Quattro Venti dopo l'assedio di Roma
Sentinella francese tra il Vascello e i Quattro Venti, 1849 — foto: Stefano Lecchi · Public domain · Wikimedia Commons

Chi soggiorna a Monteverde Rhome si trova in una zona residenziale e tranquilla, fatta di viali alberati, palazzine e villini. Ma questo angolo di Roma, oggi così quieto, ha una storia sorprendentemente intensa: è stato campagna di vigne, campo di battaglia, laboratorio di urbanistica e ambientazione letteraria. Ripercorrerla aiuta a guardare il quartiere con occhi diversi.

Un colle verde alle spalle del Gianicolo

Monteverde è la propaggine sud-occidentale del Gianicolo, il colle che si alza sulla riva destra del Tevere e che prende il nome da Giano, divinità a cui era dedicato un tempio. Il nome del quartiere, secondo l'ipotesi più diffusa, non deriva dal verde dei prati ma dal colore del tufo giallo-verdastro che veniva estratto nelle cave sparse sul territorio. Per secoli il paesaggio fu quello della campagna romana appena fuori le mura: vigne, casali e grandi proprietà nobiliari.

La più celebre di queste proprietà nacque nel Seicento, quando la famiglia Pamphilj riunì diverse vigne in un'unica tenuta: è l'attuale Villa Doria Pamphilj, oggi il più grande parco pubblico di Roma, a circa 1,7 km in linea d'aria dall'appartamento. Nello stesso secolo, fra il 1643 e il 1644, papa Urbano VIII fece costruire le Mura Gianicolensi per proteggere il colle: un confine che segnerà a lungo il passaggio fra la città e la campagna.

1849: la difesa della Repubblica Romana

Nella primavera e all'inizio dell'estate del 1849 queste alture diventarono il fronte principale della difesa della Repubblica Romana contro l'esercito francese, chiamato da papa Pio IX per restaurare il potere pontificio. I difensori guidati da Giuseppe Garibaldi combatterono aspramente intorno a Porta San Pancrazio, a Villa Doria Pamphilj e al Vascello, una villa che fu contesa e ridotta in rovina. La resistenza cadde all'inizio di luglio, ma quei luoghi sono rimasti simbolo del Risorgimento.

La foto che accompagna questo articolo è una testimonianza rara: il fotografo milanese Stefano Lecchi, presente a Roma nel 1849, documentò le distruzioni lasciate dall'assedio, fra cui il paesaggio devastato tra il Vascello e i Quattro Venti. Oggi, a Porta San Pancrazio, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina racconta quella stagione; orari e modalità di visita sono sul sito ufficiale dei Musei in Comune.

I villini del 1909: nasce Monteverde Vecchio

Dopo l'Unità d'Italia e la proclamazione di Roma capitale, la città cominciò a crescere rapidamente e le vigne del colle furono lottizzate. La svolta arrivò con il piano regolatore del 1909, voluto dall'amministrazione del sindaco Ernesto Nathan: vicino alle mura sorse la prima espansione urbana, quella che oggi chiamiamo Monteverde Vecchio, fatta di eleganti villini con giardino, spesso a due o tre piani, con decorazioni e forme che risentono dello stile liberty. Molte di queste case furono destinate a impiegati dello Stato, la nuova classe media della capitale.

Il 20 agosto 1921 fu istituito ufficialmente il Quartiere XII Gianicolense: è il nome amministrativo che ancora oggi comprende Monteverde Vecchio e Monteverde Nuovo.

Il Novecento: San Camillo, Donna Olimpia e Monteverde Nuovo

Negli anni Venti e Trenta il quartiere si allargò verso sud-ovest. Fu costruito il grande ospedale oggi noto come San Camillo, e intorno a esso furono tracciate nuove strade: via Pietro d'Assisi, dove si trova Monteverde Rhome, fa parte di un gruppo di vie a cui, a metà degli anni Venti, furono dati i nomi di fondatori di ospedali e di figure benemerite della carità. Attorno a piazza San Giovanni di Dio crebbero le palazzine di Monteverde Nuovo.

Nello stesso periodo, in via di Donna Olimpia, furono costruiti grandi caseggiati popolari che i romani soprannominarono "grattacieli", perché svettavano sulle case basse dei dintorni. A metà degli anni Cinquanta Pier Paolo Pasolini andò ad abitare in via Fonteiana, a pochi passi da lì, e il mondo dei ragazzi di Donna Olimpia entrò nelle pagine di Ragazzi di vita. Nel dopoguerra l'espansione proseguì fino ai Colli Portuensi.

Monteverde oggi

Oggi Monteverde conserva il carattere di quartiere vissuto dai romani: mercati rionali, parchi, scuole, forni e bar di vicinato. Fra quelli che il padrone di casa consiglia ci sono Forno Marchetti, Trevisiol e Lumen Bar. Il quartiere è collegato al centro dal Tram 8, inaugurato nel 1998, e dal 2006 ha anche una stazione ferroviaria, Roma Quattro Venti. Per esplorarlo partite dalla nostra guida su cosa vedere a Monteverde e dintorni, e salite fino al belvedere del Gianicolo, dove la storia del 1849 si legge ancora nei monumenti.

In breve: Monteverde prende probabilmente il nome dal tufo verdastro delle sue cave. Nel 1849 fu teatro della difesa della Repubblica Romana; con il piano regolatore del 1909 nacquero i villini di Monteverde Vecchio; nel 1921 fu istituito il Quartiere Gianicolense; tra le due guerre e nel dopoguerra crebbe Monteverde Nuovo, raccontato anche da Pasolini.

Vivere la storia di Monteverde da Monteverde Rhome

Un monolocale con ampia terrazza arredata in via Pietro d'Assisi, nel cuore residenziale del quartiere. Scriveteci su WhatsApp per verificare la disponibilità.